Emancipazione Energetica

Emanciparsi dal punto di vista energetico vuol dire produrre autonomamente l’energia necessaria alle proprie esigenze. Vuol dire non dipendere dalle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili provenienti da paesi politicamente instabili ed aumentare il risparmio azzerando le componenti di trasporto e distribuzione. Il grado di emancipazione energetica si misura attraverso l’identificazione della percentuale di indipendenza economica dalla rete ottenuta con produzione da energie rinnovabili. Per energie rinnovabili si intendono quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristiche intrinseche si rigenerano o non sono “esauribili” nella scala dei tempi “umani” e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. I vantaggi dell'emancipazione sono molteplici. Il primo vantaggio è ovviamente quello di abbattere il costo dell’energia elettrica consumata e di avere un flusso costante di ricavi provenienti dalla vendita dell’energia eccedente alla rete distributiva. Altro vantaggio economico è “l’auto-salvaguardia” dall’aumento dei prezzi dell’energia per i prossimi anni, visto che, almeno per il solare, il costo del combustibile è nullo. Oltre ai vantaggi economici, la prossimità tra produzione e consumo, permette di avere minori dispersioni, ovvero minori perdite di trasmissione sull’energia prodotta e quindi anche maggiore efficienza energetica. I piccoli impianti distribuiti hanno un ridotto impatto ambientale ed estetico. Non meno importante è la possibilità di sfruttare direttamente l’energia termica prodotta dai generatori.Vista la vicinanza tra la produzione di energia ed il consumo, risulta più agevole sfruttare sistemi di cogenerazione per trasmettere il calore eccedente (residuo o creato)direttamente alle utenze limitrofe.